«Napoli? Tornerà grande con il lavoro Rari Nantes, hai i numeri per l’Europa»

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Il tecnico giallorosso fa i bilanci: «Sarà un grande campionato. Esposito? Ha grande carisma»

di Matteo Maiorano – La Canottieri riparte dalla serie A2. Nella giornata di mercoledì il Consiglio di Amministrazione giallorosso ha deciso di seguire la formula dell’autoretrocessione. La norma, varata dalla Fin, permette ai sodalizi del massimo campionato di ripartire dalla categoria inferiore, esonerando le squadre dal pagamento della tassa di iscrizione: questo per allentare la pressione economica su un comparto, quello dell’acqua clorata, in crisi dopo la tempesta sanitaria ed economica. La ricostruzione in casa Napoli è stata affidata all’usato sicuro Vincenzo Massa: il tecnico, nato con la calottina giallorossa, figura tra gli allenatori più vincenti dell’intero panorama italiano. Il secondo posto, maturato in vasca nel 1985 in occasione della stracittadina tra Posillipo e Circolo Canottieri, fa il paio con le promozioni ottenute alla guida di Rn Napoli e Acquachiara (oltre ai 5 titoli giovanili) con cui è riuscito in poco tempo ad affermarsi anche nelle vesti di allenatore. La nuova sfida sarà riuscire a creare un prodotto vincente basato sui giovani, chiaro nei programmi, lungimirante nella visione.

La Canottieri riparte dalla A2: quale futuro attende questo glorioso club?


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Dovremo lavorare per costruire anzitutto un progetto sostenibile. In A2 abbatti i costi per le trasferte, tagli le uscite relative agli ingaggi del 70%, lavori su un vivaio a costo zero. Vincendo il campionato di A2, ripartiremmo praticamente da zero. È finito un ciclo, vediamo dove possiamo arrivare».

Siete già al lavoro in vista della prossima stagione?


«Sì, la squadra svolge gli allenamenti nel pieno rispetto delle regole. Ogni quindici giorni presentiamo l’autocertificazione, misuriamo la temperatura corporea, nuotiamo e palleggiamo ma per non più di un’ora e venti minuti, senza contatto. Pian piano ognuno sta recuperando la propria quotidianità».


Giusto fermare i campionati?


«Assolutamente sì, non era possibile garantire la mobilità sul territorio nazionale. Corretta anche la scelta di non assegnare il titolo nazionale».


La pallanuoto uscirà ridimensionata dalla crisi?


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Qualche inevitabile conseguenza, come in tutti i comparti, sarà inevitabile. Al contempo, leggo con particolare interesse del mercato che stanno portando avanti diverse società del massimo campionato. Il Palermo ha preso un allenatore di spessore come Baldineti, oltre a 4-5 pedine interessanti. Savona, Ortigia e Trieste, oltre alle già collaudate Brescia e Pro Recco, stanno costruendo organici altamente competitivi. Si allarga la forbice tra club di prima e seconda fascia».


Che stagione attende la Rari Nantes Salerno?


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I giallorossi vengono fuori da una stagione importante, il covid ha fermato un percorso di crescita esponenziale che, a mio parere, sarebbe potuto anche andare agli archivi con la qualificazione in Europa. Salerno sta lavorando in un’atmosfera positiva che le permetterà di fare grandi cose, per me ha i numeri per puntare alle Coppe. Sono molto felice dell’approdo di Umberto Esposito in giallorosso: un atleta che conosco molto bene».


L’acquisto di Esposito consolida la posizione di Salerno tra le grandi del panorama nazionale?


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La Rari Nantes ha fatto un colpo eccezionale. Umberto è un ragazzo umile, onesto. Insieme abbiamo vinto tre scudetti: quello che ricordo con maggiore affetto è relativo all’edizione 2013. Tra le fila delle giovanili militavano, tra gli altri, fenomeni come Velotto e Borrelli. In finale, contro Posillipo, eravamo sotto a metà terzo tempo 9 reti a 5. In occasione di un time out Esposito tirò fuori un carisma straordinario, chiedendo ai ragazzi di non mollare e riuscendo, con poche semplici parole, a creare un collettivo che, tornato in acqua, ribaltò Posillipo: finì 10 a 9 per noi».


Dalle ceneri dell’Oasi Salerno è risorto il Circolo Nautico Salerno, nome che le suonerà sicuramente familiare.


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È una grande gioia. La Campania ha bisogno di rivivere storie come quelle salernitane. Sono felice che ex pallanuotisti mantengano radici nel tessuto sportivo del territorio. È un’occasione sia per Salerno che per Napoli, che potranno creare un canale privilegiato per potenziale il settore giovanile».

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